Ultima modifica: 16 Giugno 2021

Paolo, infermiere scolastico all’istituto Mamoli. Un progetto di CuoreBatticuore

“Si è appena conclusa la mia prima esperienza come infermiere scolastico – esordisce così Paolo De Lia, infermiere domiciliare bergamasco, con l’entusiasmo e l’energia che lo contraddistinguono. Lui, che da anni lavora con passione soprattutto al fianco dei più piccoli, vincendo un bando dedicato, si è tuffato in questa nuova esperienza, inedita in Lombardia, che ha trovato spazio all’Istituto Mamoli di Bergamo. Far entrare tra le mura della scuola la figura dell’infermiere, con l’obiettivo primario di portare una cultura di prevenzione, è stata un’idea dell’Associazione CuoreBatticuore onlus, sostenitrice economica del progetto, che già da anni opera nelle strutture scolastiche in materia di prevenzione e trattamento delle malattie cardiovascolari.

Grazie anche alla collaborazione con CNAI, associazione regionale Lombardia infermieri, Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo, ATS Bergamo, OPI Bergamo e Università degli Studi Milano-Bicocca, corso di laurea in infermieristica, dal 18 febbraio fino al termine dell’anno scolastico, Paolo ha avuto modo di lavorare a stretto contatto con studenti e personale scolastico dell’Istituto e racconta: “Qui ho conosciuto persone stupende, a partire dalla dirigente, i professori, rappresentanti dei genitori e studenti che mi hanno accolto con molto entusiasmo. Ho avuto da subito uno studio dedicato dove poter ricevere chiunque avesse bisogno e la richiesta è stata altissima”. Trovatosi a gestire le più svariate emergenze, dalle crisi epilettiche, alle gastroenteriti, cefalee, sindromi da raffreddamento, gestione sintomi covid, lipotimie, ipo/iperglicemie, malessere psico-fisico, attacchi di panico/ansia, attacchi di asma/dispnea, traumi contusivi, Paolo racconta: “Ciò che è emerso maggiormente è il bisogno di salute intesa non solo come assenza di malattie, ma come benessere psico-fisico della persona. Questo si declina con un discorso di prevenzione per quanto riguarda l’educazione sanitaria. Troppo spesso infatti non si fa prevenzione e la pandemia è stata la molla che ci ha fatto comprendere che è fondamentale avere un’educazione sanitaria consapevole. Numerose sono state le manifestazioni di forte stress sia da parte degli studenti sia del personale scolastico, esposti a grandi difficoltà e pressioni in questi ultimi due anni scolastici”.

Paolo, che l’emergenza covid nella nostra provincia l’ha toccata con mano scendendo in campo in prima linea, in questi mesi al Mamoli ha ritenuto importante svolgere la sua attività anche a livello collettivo, sia in presenza che in Dad, parlando di temi caldi come la gestione dei segni o sintomi covid, i vaccini anti-covid, l’andamento pandemico, impressioni e regole da rispettare, insomma argomenti fortemente attuali che hanno suscitato grande interesse da parte di tutti. Una figura davvero preziosa quella di Paolo, non solo all’interno della scuola: si è reso infatti disponibile anche con reperibilità telefonica in modo tale da garantire continuità rispetto al suo lavoro e di gestire situazioni anche a distanza. Una risorsa che è diventata in pochi mesi vero e proprio punto di riferimento per studenti e personale scolastico, non solo per quanto riguarda la salute fisica ma anche sociale e psicologica: “Ho scritto un protocollo interno, in via di approvazione, per una corretta attivazione di una rete contro tutti i tipi di violenza riferita  sia dentro che fuori dall’istituto, in modo che i diversi attori possano intervenire e lavorare insieme con l’obiettivo unico della salute come bene primario della persona”. Sì, perché i lunghi mesi di Didattica a distanza hanno in molti casi scoperchiato scenari di violenza di diverso tipo (fisica, psicologica, verbale, economica ecc..), avendo dovuto gli studenti trascorrere molto più tempo a casa. “Adesso che tante di queste situazioni critiche sono venute a galla, è fondamentale che si attivi una rete che possa intervenire” spiega Paolo. Di fondamentale importanza è stata anche l’attività di ricerca e raccolta dati che l’infermiere ha portato avanti: “In modo che ogni momento fosse tracciato e fossero chiari i bisogni sanitari e socio-sanitari all’interno della scuola, soprattutto in vista delle altre attività che verranno proposte il prossimo anno scolastico”. Infatti, non avendo avuto sostegno economico da parte delle Istituzioni, anche per il 2021/2022 l’Associazione CuoreBatticuore si farà carico di sostenere questo importantissimo progetto e Paolo De Lia è pronto a ripartire, grato ed entusiasta.




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